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Attrezzatura

(Sito creato da Giuseppe Trovato)



Il carpfishing è una tecnica che, a causa della mole delle prede, richiede particolare attenzione nella scelta e nella cura dell'attrezzatura. La scelta degli attrezzi utili è complicata, inoltre, dall'infinità di prodotti specifici che vengono proposti agli appassionati, spesso spinti all'acquisto di oggetti inutili ed eccessivamente costosi.


1. Le canne.

Esistono una miriade di canne costruite appositamente per il carpfishing, ma vi sono dei canoni di riferimento che ci  possono essere utili per la scelta di una che faccia al caso nostro.

La lunghezza è, di solito, compresa tra i 330 ed i 390 cm; si prediligono le canne ad innesto, poiché sviluppano una maggiore potenza; solitamente si tratta di canne a due sezioni ma ne esistono modelli a tre sezioni.

La potenza della canna può variare a seconda dell'utilizzo: questa si misura in libbre. Una canna ha una potenza corrispondente a tante libbre quante ne occorrono, applicando un peso al cimino, per curvarla di 90°. Maggiore è la potenza tanto più elevata è la possibilità di effettuare lanci a lunga distanza.

La potenza della canna, inoltre, ha un'influenza notevole sulla ferrata, in quanto una canna più rigida e potente garantisce, anche pescando ad una distanza considerevole dalla riva, una migliore autoferrata.

Una canna maggiormente flessibile, pescando a breve distanza (marginal fishing), ammortizza al meglio ogni reazione improvvisa del pesce, preservando l'integrità del monofilo.

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2. I mulinelli.

I mulinelli migliori per questa tecnica sono quelli a bobina fissa. Caratteristiche fondamentali che dovremo ricercare sono: la capienza della bobina (circa 200 m di monofilo dello 0,30) ed il rapporto di recupero (circa 5,25:1).

Dovendo lottare con esemplari di mole considerevole è fondamentale avere a diposizione una frizione di ottima qualità. A proposito di ciò, mi è capitato di recente, sul lago di Albano, di veder fuggire un'enorme amur, capace di far saltare i "denti" della frizione di un mulinello (peraltro di buona marca).

Molto utili, inoltre, risultano i mulinelli con "baitrunner", un dispositivo che permette alla lenza di scorrere liberamente in caso di abboccata fino a quando non si effettua la ferrata con un giro di manovella a seguito del quale viene azionata la frizione.

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3. I monofili.

Non vi sono caratteristiche particolari a cui fare riferimento per la scelta di un monofilo, perciò mi limiterò ad una semplice osservazione sul diametro da utilizzare. A parer mio è sufficiente un monofilo dello 0,30 mm e nel caso in cui vi siano numerosi ostacoli sommersi si potrebbe optare per uno 0,35 mm. Questi diametri ci metteranno al sicuro anche in caso di grandi catture e comunque non ci toglieranno il piacere del combattimento.

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4. I terminali.

I terminali nel carpfishing hanno subito una notevole evoluzione negli ultimi anni. A dare una svolta è stata la sostituzione del monofilo con il "dacron", più morbido e più naturale nel presentare l'esca. Questo materiale presenta, inoltre, una resistenza al nodo notevolmente superiore di qualsiasi monofilo.

Un'altra innovazione in questo campo è rappresentata dall'utilizzo del "filo interdentale" (dental floss), nella versione non cerata (unwaxed) che si trova comunemente in commercio a costi piuttosto bassi. Questo deve avere una resistenza superiore a 6 kg ( da testare con il dinamometro).

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5. Gli ami.

La scelta dell'amo si può considerare una delle operazioni più importanti per questa disciplina.

Gli ami da prediligere sono quelli ad occhiello, poiché meglio si prestano all'utilizzo con il dacron, per la maggiore resistenza dei nodi rispetto a quelli a paletta.

Le altre caratteristiche fondamentali che un amo deve avere sono le seguenti: robustezza, per evitare spiacevoli rotture e piegamenti, ed una punta abbastanza affilata da garantire un'adeguata autoferrata, visto che su quest'ultima si fonda il buon esito di un'abboccata. Le misure da scegliere sono quelle comprese tra 2 e 8.

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6. I piombi

I piombi utilizzati hanno un peso elevato, per favorire l'autoferrata, sono spesso foderati (rivestiti di materiale plastico) per favorirne l'aerodinamicità e l'idrodinamicità, così da non diventare un ostacolo né durante il recupero, spesso sono legati al monofilo tramite una girella o comunque sono liberi di ruotare su se stessi, per non creare fastidiosi attorcigliamenti.

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7. Le girelle.

Questi sono piccoli accessori ma rivestono un'importanza fondamentale in quanto evitano fastidiosi attorcigliamenti del monofilo e sono l'unico collegamento tra lenza madre e terminale, sopportando, spesso, incredibili trazioni e torsioni. Le misure consigliate sono comprese tra 8 e 10.

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8. I bead.

Questo termine inglese indica delle piccole sfere forate, di plastica o gomma, utilizzati moltissimo in questa tecnica. Infatti, vengono utilizzati sia come salvanodo, sia come punto d'appoggio di eventuali braccioli nei terminali.

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9. I tubetti anti-tangle.

Sono dei tubetti utilizzati nei terminali per evitare attorcigliamenti (che si verificano facilmente con il dacron, per la sua morbidezza); "anti-tangle" infatti significa "anti-attorcigliamento".

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10. I link.

Sono palline che presentano un foro centrale ed uno laterale che funge da gancio per un moschettone al quale spesso viene agganciato il piombo.

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11. I moschettoni.

Questi sono utilizzati per agganciarvi il piombo e devono avere la chiusura con la sicura, per evitare aperture impreviste.

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12. Il guadino.

Il guadino è un fedele compagno per ogni pescatore,in particolar modo per ogni "carp angler". Questo, infatti, è l'unico che può evitare grossi problemi a causati da grosse prede, che potrebbero non essere tanto d'accordo a seguirci sulla riva. Il guadino per questa disciplina deve essere, perciò molto capiente.

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13. I carp-sack.

I carp-sack sono dei sacchi appositamente studiati per tenere in acqua le catture, in attesa di rilasciarle, senza provocare a queste inutili ferite. Sono costruiti con stoffe dalle maglie abbastanza fitte da evitare che le carpe vi rimangano impigliate.

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14. Il fish-mat.

E' un particolare tappetino sul quale appoggiare la preda catturata, onde evitare che si ferisca a contatto con le asperità del terreno.

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15. La fionda.

La fionda è uno strumento utilissimo per la pasturazione. Ne esistono svariati tipi per ogni esigenza; l'importante è che il sacchetto che contiene l'esca da lanciare sia sufficientemente capiente.

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16. Il cobra.

Per cobra si intende una specie di tubo che termina in cima con una curva; è utilizzato per lanciare le boiles con grande precisione anche a distanze superiori a 100 m.

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17. Il P.V.A. (Poly Vynil Alchol).

Il P.V.A. è una sostanza idrosolubile, utilizzato per costruire sacchetti e fili (stringer) da legare al terminale, con lo scopo di contenere le esche da lanciare in acqua come pastura. Tutto ciò allo scopo di effettuare una pasturazione precisa e concentrata nei pressi dell'amo.

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18. Gli aghi da innesco.

Si tratta di particolari aghi con un uncino o un gancio, utilizzati per bucare le boiles ed innescarle sul terminale. Quando le boiles sono troppo dure e rischiano di spezzarsi ci si aiuta nelle operazioni di innesco con delle piccole "punte di trapano" ideate appositamente.

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19. Il rod pod.

Con questo termine si vuole indicare un particolare attrezzo che svolge la funzione di sostenere le canne da pesca. I rod pod sono fondamentali nel carpfishing, in quanto sarebbe impensabile tenere in mano la canna nelle interminabili attese che caratterizzano questo tipo di pesca. Questi devono essere robusti e stabili, in modo da evitare che le canne da pesca vengano trascinate in acqua da qualche grossa carpa o gettate per terra dal primo soffio di vento.

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20. I bankstick

Con questo termine sono indicati i picchetti poggiacanne utilissimi in quei luoghi ove non è possibile garantire la stabilità del rod pod, a causa della natura del terreno. Questi infatti garantiscono una eccezionale stabilità alle canne da pesca.

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21. Gli avvisatori visivi

Questi in inglese sono chiamati "bobbin" o "monkey climber", cioè "scimmiette che si arrampicano" perché sono dei cilindri colorati infilati in una specie di raggi di bicicletta detti "needle" ed agganciati al monofilo. Ad ogni trazione del filo questi "si arrampicano" sui needle e liberano la lenza.

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22. Gli avvisatori acustici.

Per avvisatori acustici non si intendono i campanelli, ma delle apparecchiature fissate sul rod pod dotate di una potente sirena che suona ad ogni scorrimento del filo. I modelli più sofisticati sono dotati anche di un led rosso, di particolari comandi per la regolazione della sensibilità e del volume e persino di ricevitori che segnalano a distanza ogni scorrimento del filo.

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23. La macchina fotografica.

Se non si vuole rinunciare a scattare una bella foto ricordo alle catture più belle o ad un paesaggio degno di essere immortalato, non bisogna dimenticare la macchina fotografica. E' consigliabile sceglierne un modello dotato di autoscatto e di supporto, in modo da non aver problemi anche se si è soli.

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24. Gli altri accessori.

Il carpfishing è un tipo di pesca in cui sono predilette battute di lunga durata, questo ha fatto in modo che venissero inseriti tra gli attrezzi utili molti oggetti che servono a garantire un certo confort ad ogni angler (tende, sedie, ombrelloni...). Moltissime di queste attrezzature vengono immesse sul mercato dai produttori specializzati in questa disciplina a prezzi quasi proibitivi. Personalmente ritengo che, volendo risparmiare, ci si possa guardare attorno per acquistare prodotti meno costosi e specifici ma comunque funzionali, senza privarsi di quei confort, che altrimenti non sarebbero concessi a tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche.

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